„Ein Traum wird wahr!“

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Ein Traum wird wahr! Wir feiern das 100-jährige Jubiläum des italienischen Mythos Alfa Romeo mit einer automobilen Zeitreise in atemberaubenden Oldtimern an einige der schönsten Orte rund um den Lago Maggiore.

Chiudete gli occhi un momento. È una notte destate. Un estate d`altri tempi, in un ltalia d`altri tempi. A Roma, via Veneto e affollata di gente a passeggio o seduta ai tavolini dei bar e voi vi godete un attimo di quest atmosfera al volante della vostra Giulietta Spider rosso fuoco, prima di scendere dall auto e tuffarvi nella dolce vita. Un sogno. Ma si sa, i sogni, qualche volta, possono diventare realtà. lo mi sto infatti preparando per un viaggio molto, molto speciale, un viaggio all insegna della „nostalgia“ e, perche no, della dolce vita. Un viaggio in auto, naturalmente, su Alfa Romeo d epoca. Festeggerò cosi, insieme ad alcuni colleghi della stampa internazionale, i 100 anni di uno dei più prestigiosi marchi italiani nel mondo, il centenario di un vero e proprio mito.

1. Da Arese (Milano) a Pallanza (Lago Maggiore)

Siamo ad Arese, in provincia di Milano. Quello di Arese è stato, a partire dai primi anni Sessanta, il più grande stabilimento dell´Alfa. Qui, fino al 2000, sono stati prodotti alcuni modelli di punta del glorioso marchio lombardo. Oggi non resta che il Museo Storico dell´Alfa, che io e i miei compagni di viaggio abbiamo appena visitato. II nostro gruppo e guidato da Walter Laimer, titolare con Gert Pichler della Nostalgic, un agenzia con sede a Monaco di Baviera che organizza viaggi esclusivi in alcuni dei luoghi più belli d´Italia, alla guida di Alfa d´epoca. I due altoatesini si conoscono dai tempi della scuola e, tra le cose che hanno in comune, c´è la passione per le auto e per un marchio in particolare: l´Alfa Romeo. La passione, negli anni, e diventata un sogno che ha finito per trasformarsi in realtà. Oggi la Nostalgic possiede una flotta di ben 25 oldtimer, alcune delle quali ci aspettano sul piazzale antistante il museo.

Formiamo gli equipaggi. II mio compagno e il collega austriaco Michael Hausenblas, più semplicemente Maik. Walter ci invita a scegliere l´auto. Io e Maik non abbiamo dubbi, praticamente e amore a prima vista. Una Giulia Spider 1600, anno di immatricolazione 1964. E nera. I sedili in pelle sono rossi come labbra, hanno un che di carnoso, sensuale. Pur non essendo un esperto, capisco subito, quasi distinto, che quella che mi sta davanti e qualcosa di più di un auto e che quello che sto per fare sarà qualcosa di più di un viaggio. Maik, che ha una certa esperienza con questo tipo di auto, si mette alla guida; io prendo il posto del navigatore.

Si parte, finalmente. La nostra meta è Pallanza, sul Lago Maggiore. Cè da fare un tratto d´autostrada e io, alla mia „prima volta“ su una oldtimer, sono un po nervoso. II traffico è intenso e, quando un carro funebre ci sorpassa, non riesco a trattenere uno scongiuro (buon sangue meridionale non mente!). Maik scoppia a ridere: „Ach diese Italiener!“ Già, questi italiani. Dal modo in cui Maik guida, però, mi chiedo chi sia veramente litaliano tra noi due. Comunque, tutto fila liscio fino a Pallanza, dove arriviamo in serata. Dopo essere scesi dalla Giulia, entriamo nella splendida hall liberty dell´Hotel Majestic. L´impressione e forte. È come se, invece che sull´aereo da Monaco per Milano, fossi salito su una macchina del tempo. A completare il quadro c´è la bellezza e l´aristocratica eleganza dei luoghi, l´incanto di questo lago le cui sponde si allungano fino alla vicina Svizzera e che, in Italia, bagna Piemonte e Lombardia. In attesa dell´ora di cena mi siedo a un tavolo in terrazza a bere un aperitivo e a lasciare godere gli occhi, finché mi sento chiamare. Mi avvio verso l´imbarcadero privato dell´albergo. Un motoscafo ci porterà sull´Isola Bella, la più „bella“, appunto, delle isole Borromee, dove ci aspetta una saletta riservata del ristorante Elvezia per gustare le specialità del lago.

2. Da Pallanza al Lago d´Orta

Alle 9 e 30 del mattino successivo ci troviamo puntuali sulla terrazza del Majestic per il Road Book Briefing. „È strano, – penso, – la bellezza, il lusso discreto di questo posto, il silenzio, sembrano conciliarsi con tante cose, ma non con i motori, eppure… Eppure quelle auto parcheggiate là fuori paiono, al contrario, fare da pendant perfetto al fascino senza tempo di questo lago, soprattutto qui, lungo le sponde del Golfo Borromeo con i suoi hotel esclusivi, le sue maestose ville signorili che racchiudono splendidi giardini“, come quello di Villa Taranto a Verbania, che per la ricchezza di specie floreali che ospita, comprese molte specie rare, e uno dei più visitati a l mondo.

La voce di Walter, che comincia a illustrare il programma della giornata, mi riporta alla realtà. La tappa di oggi sarà di circa 112 chilometri. Da Pallanza raggiungeremo il Lago d´Orta via Stresa, superando il Monte Mottarone. Poi dal Lago d´Orta scenderemo fino ad Arona, per proseguire sul lungolago in direzione Pallanza. Stavolta, in vista delle salite e delle curve del Mottarone, io e Maik optiamo per un auto un po più aggressiva, una 2000 Spider Veloce dei primi anni Settanta. Raggiunta la cima del Mottarone, a 1.491 metri, decidiamo di fare una sosta per goderci il panorama e l´aria fresca e pulita del monte. Spento il motore, il silenzio e quasi irreale. Dal punto in cui ci troviamo possiamo vedere il Lago d´Orta e lì, incastonata come una pietra preziosa, l´isola di San Giulio. Ma e tempo di proseguire.

Raggiungiamo Orta all´ora di pranzo. II tempo di un aperitivo in paese e siamo pronti a salire sul motoscafo che ci porterà sull´isola di San Giulio, dove pranzeremo, La piccola isola e l´unica del lago ed e occupata quasi per intero dall´abbazia benedettina Mater Ecclesiae, nella cui cripta sono conservati i resti di San Giulio. Una volta sbarcati, siamo colpiti dalla calma e dal silenzio che regnano nellisola, nonostante i turisti siano nurnerosi. Ma capiamo quasi subito perché. La stradina che la percorre tutta ha un nome molto particolare, che da al luogo un carattere di sacralità: Via del silenzio e della meditazione. Suona come un invito che i turisti sono rispettosamente pronti ad accettare. La percorriamo in religioso silenzio fino al ristorante, dove ci concederemo qualche delizioso peccato di gola, prima di riprendere la via del ritorno.

3. Da Pallanza ad Ascona (Canton Ticino)

Per l´ultimo giorno del nostro breve viaggio nel tempo all´insegna delle quattro ruote, ci aspetta un tour di grande fascino. Da Pallanza andremo ad Ascona, nel Canton Ticino, una delle mete turistiche più esclusive della Svizzera. All´andata ci aspettano i paesaggi montani della Valle Cannobina e della Val Vigezzo, a ovest di Cannobio, per poi attraversare il confine svizzero sulla famosa strada delle Centovalli. Come una portata importante richiede un vino importante, il tour di oggi richiede un auto speciale, una Giulia GTC rossa. II grande vantaggio di fare da navigatore, dunque di non sedere alla guida della nostra „signora in rosso“, è quello di potersi godere il paesaggio incantato di queste zone. La strada e suggestiva, curve, tornanti e costoni di roccia sporgenti che a tratti ci riparano dal sole. Raggiungiamo Ascona intorno alle 11 del mattino, abbiamo tutto il tempo per un breve giro nell´incantevole centro storico della cittadina ticinese. Ascona è un luogo ricco di storia e dal fascino tutto mediterraneo. Sembra una piccola Portofino lacustre.

Dopo pranzo, sulla terrazza dell´albergo Seeschloß, ci rimettiamo in macchina. Potevo partire senza provare l´ebbrezza di mettermi al volante di un mito a quattro ruote? No di certo. Così, non senza emozione, mi siedo al posto di guida e mi godo la corsa sul lungolago fino a Pallanza. Negli occhi l´elegante bellezza del lago e nelle orecchie la voce della mia Giulia, mia almeno per un giorno.

100 anni di Alfa Romeo

La milanesissima Alfa ha, in realtà, natali franco-napoletani. Nel 1906 iI francese Alexandre Darraq crea la Società italiana automobili Darraq, con sede a Napoli. Darraq si rende presto conto delle difficoltà logistiche della sede napoletana tanto che decide di trasferire la produzione alla periferia di Milano. La sua avventura nel mondo dell´auto è breve. Nel 1909 la società viene liquidata ed è rilevata da un gruppo di finanzieri lombardi che ribattezzano la società „Anonima Lombarda Fabbrica Automobili“, A.L.F.A. Quando, nel 1915, l´ingegnere napoletano Nicola Romeo entra nel capitale dell´Alfa, l´azienda assume il suo nome attuale: Alfa Romeo.

Fin dall´inizio, l´Alfa lega il suo nome al mondo delle corse. A partire dal 1911 è protagonista delle competizioni internazionali più prestigiose, come la Targa Florio o la Mille Miglia. Per l´Alfa corrono alcune „leggende“ dellautomobilismo di tutti i tempi, come Antonio Ascari, Enzo Ferrari (sì, proprio lui, il fondatore della Ferrari) e Tazio Nuvolari. Ma è tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta che l´Alfa diventa un vero e proprio simbolo. Nascono i grandi modelli che diventeranno l´emblema della dolce vita e che, attraverso il cinema, entreranno nell´immaginario collettivo dell´epoca. La Giulietta Spider è protagonista del capolavoro di Fellini La dolce vita (I960), ma è presente anche nei più recenti Il talento di Mr. Ripley (1999) e Nine (2009); un Alfa 2600 Spider si può ammirare con Brigitte Bardot nel film di Jean-Luc Godard ll disprezzo (1963); si chiama Duetto la Spider resa famosa nel mondo da Dustin Hoffman nel Il laureato (1967). L´elenco sarebbe ancora lungo, così come lunga e avvincente è la storia di questo mito tutto italiano. II miglior modo di conoscerlo è visitare il Museo storico dell´Alfa Romeo, situato all´interno del glorioso stabilimento di Arese. II museo è diviso in quattro sezioni, che ripercorrono la storia dellAlfa dalle origini a oggi.

September 2010